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In collaborazione con RAI

Le Terre Alte – Germania 2018 (31′)

Siamo nella zona orientale della Val d'Aosta. 

A dominarla è un mare di ghiaccio perenne che riveste le cime del massiccio più esteso della catena alpina, il cui crinale segna il confine naturale tra l'Italia e la Svizzera. All'ombra di questo gigante si estende la Val di Lys, solcata dal torrente che le dà il nome ma nota anche come la valle di Gressoney. 

L'eco delle “terre alte”, la potenza del loro richiamo, sembra essere avvertito con più forza soprattutto dai giovani. E' il caso di Federico e Federico. Lo stesso nome e un progetto comune: riprendere le pratiche agricole antiche, innovarle tecnicamente e recuperare il grande patrimonio delle varietà ortofrutticole alpine. È anche il caso di Marta, una giovane pastora di una piccola frazione di Gressoney, che alleva pecore Rosset, una antica razza autoctona valdostana, oggi in via d'estinzione.

Invece nella Val d'Ayas, che scorre parallela alla Val di Lys, il giovane Gondrand ha deciso di portare avanti l'antica tradizione dei sabotier, gli artigiani che realizzano i sabot, i famosi zoccoli in legno che costituiscono il principale simbolo dell'artigianato locale.

Il valore della diversità – Germania 2018 (32′)

La Val d'Isarco, in Alto Adige, parte dalla sorgente del fiume, sul Brennero, e arriva sino alla sua foce a Bolzano. A dominare su tutto si staglia il Massiccio dello Sciliar, che con i suoi 2.563 metri è il simbolo dell'intera regione.

Gli abitanti di questa zona vivono dei frutti donati da una natura florida e maestosa e alcuni di loro hanno sviluppato un'idea molto rigorosa del rapporto da stabilire con essa.

È il caso di Harald, il cui orto dai mille colori, dove vengono coltivate specie rare e spesso dimenticate, è una delle meraviglie nascoste del posto.

Nella sua cucina Thomas combina i sapori dell'orto di Harald con quelli di carni e pesci locali, mentre Günther, che vive sull'altro versante della valle, che prende il nome di Val di Funes, si dedica all'allevamento delle pecore con gli occhiali della Val di Funes. Dal loro manto si ricava una lana pregiata che viene utilizzata nella lavorazione della lana cotta, tipica di queste zone. Ma il prodotto più noto di questa terra è l'uva, dalla quale, con l'aiuto della sua famiglia, Christian ricava un vino amabile e genuino, come la terra stessa che lo produce.

All′ombra del Pizzo – Germania 2018 (34′)

Ci troviamo di fronte al Bernina, nel cuore della Valmalenco, una valle che il torrente Mallero, con le sue strette ma impetuose correnti, incunea tra le Alpi Retiche occidentali. 

Qui la famiglia di Moira si prepara per la transumanza, che li porterà proprio sotto al Pizzo Scalino, nel cuore della valle. Poco sotto l'alpeggio di Moira Ladina, Simona e Arnaldo allevano una razza autoctona di capre, la frisa, mentre Massimo e Barbara, che vivono all'imbocco della valle, hanno deciso di stabilirsi in un villaggio di montagna quasi abbandonato per ritrovare un rapporto più autentico con la natura, che passa anche attraverso la scelta di arare la terra col cavallo.

Sulle orme di Elio – Germania 2017 (23′)

A metà strada tra Sondrio e il passo dello Stelvio, sulle rive dell'Adda sorge un paesino costruito con le pietre che il fiume ha levigato per secoli. Cinto da boschi di latifoglie e abetaie, Mazzo è uno di quei gioielli italiani in cui secoli di storia sembrano non essere mai trascorsi.

Proprio di fronte al campanile della chiesa, sul crinale delle  Alpi Orobie c'è la vecchia malga di Salina. Per arrivarci bisogna inerpicarsi su un sentiero aspro e impervio, una vecchia mulattiera che i pastori usavano per portare le bestie all'alpeggio e che per molti anni era caduta in disuso. A ripristinare il sentiero è stato Patrick, un allevatore di Mazzo, che ha raccolto la tradizione degli avi e che oggi alleva trenta mucche facendole pascolare all'aperto in estate.

Quello di Patrick è il tentativo di ricostruire, insieme al sentiero, quel rapporto ancestrale che lega indissolubilmente l'uomo all'ambiente che lo circonda e che per la gente di questi luoghi non sembra essersi mai spezzato del tutto.

Il film è stato invitato al Bergfilm Festival Tegernsee 2018.

Valtellina, le radici di un amore – Germania 2016 (20′)

All′ombra delle cime aspre ma soavi della Valtellina un popolo innamorato della terra e delle sue tradizioni più antiche sta riscoprendo il valore della coltivazione naturale. 

È un lavoro duro, che richiede una pazienza e una cura che rasentano la devozione. Ma è una passione che la terra sa ricambiare, regalando a chi la protegge frutti unici, il cui sapore si era ormai nascosto negli angoli più irraggiungibili della memoria di uomini come Marcel e Francesco, che hanno riscoperto il sapore antico del vino, tradizione millenaria della valle lombarda tagliata dall'Adda. E come Amedeo, nel cui incantevole giardino trovano spazio mille e più specie di piante. O ancora come Cleto, che lavora il pane di Segale seguendo il metodo degli avi e coltivando personalmente il cereale sul dorso delle alpi scoscese che circondano la valle. 

E infine come Patrizio, che salva dall'oblio antiche sementi di specie ormai quasi estinte. Questi nuovi eroi della terra stanno restituendo l′ambiente che li circonda ai colori cangianti dei campi arati che un tempo dominavano la valle, un panorama impresso negli occhi dei più anziani, ma ormai sottratto allo sguardo delle nuove generazioni.